- L’attore 54enne non voleva minare la credibilità del personaggio interpretato nella serie tv
- La produzione della fiction gli ha chiesto chiarimenti sulla situazione e poi…
Lo confessa senza problemi. “Avevo proposto di far morire Don Massimo”, svela Raoul Bova a Tv Sorrisi e Canzoni. Dopo lo scandalo per le chat rubate, scambiate con Martina Ceretti, diventate di dominio pubblico, l’attore 54enne ha pensato di lasciare Don Matteo. Al centro della bufera, anche per il crack con Rocìo Munoz Morales, madre delle sue Luna e Alma, 10 e 7 anni, non desiderava minare la credibilità del personaggio interpretato.

La quindicesima stagione di Don Matteo torna su Rai1 a partire dall’8 gennaio. Bova lascia la suspence annunciando: “Se ci sarà Don Matteo 16? Non so se ci sarà Don Massimo…”. Poi, affrontando lo spinoso argomento del clamore mediatico che lo ha investito, rivela: “Quando è successo quello che sappiamo, ho convocato i produttori della serie per capire cosa fosse meglio fare. Ho detto loro: ‘Se pensate che, con la mia vita personale, stia facendo del male a una fiction così amata, ditemelo e mi faccio da parte’. Avevo persino proposto di far morire improvvisamente Don Massimo per uscire di scena”.
La produzione della fiction gli ha chiesto spiegazioni: “Loro mi hanno detto: ‘Se hai fatto qualcosa di illecito, diccelo subito così troviamo un modo giusto per andare avanti’. Non lo avevo fatto, perciò abbiamo continuato a lavorare con serenità e nessuno sul set ha mai fatto un commento negativo nei miei confronti, ho avuto il supporto di tutti. ‘E’ la filosofia di Don Matteo’, mi dicevano”.

Tutti sul set sono stati solidali con Bova e il momento difficile vissuto. Raoul racconta: “Nella serie parliamo spesso di peccato, di persone che possono sbagliare. Se l'attore che ha sbagliato non venisse perdonato, ci contraddiremmo. Stiamo nove mesi sul set, quasi tutti i giorni a stretto contatto, conosciamo i problemi di ciascuno di noi e ci diamo consigli. Nathalie Guetta, Francesco Scali e Pietro Pulcini sono come una famiglia, non hanno mai avuto un attimo di pregiudizio e di cedimento nei miei confronti quando ero in difficoltà”.



















