- “Oggi vengo qui la lasciato! Mi tiene in stand by sia nella parte lavorativa che affettiva”, confessa
- L’attore 47enne e la collega 43enne si sono sposati nel 2014 e sono genitori di Enea e Pablo, 11 e quasi 10 anni
Nessuno se lo aspettava. “Oggi vengo qui da lasciato!”, confessa. Marco Bocci in tv svela il rapporto altalenante con la moglie Laura Chiatti, 43 anni, sposata nel 2014 e da cui ha avuto i figli Enea e Pablo, 11 e quasi 10 anni (il secondogenito li compirà il prossimo 8 luglio). “Ci sosteniamo e ci lasciamo”, spiega davanti le telecamere a Verissimo.

“Io e Laura siamo abbastanza selvaggi nella nostra vita insieme, siamo sempre un un perenne limbo tra ‘on e off’ - spiega l’attore 47enne - Ci sosteniamo e ci lasciamo un sacco di volte; io penso di essere l’uomo più lasciato della storia dell’umanità. Oggi vengo qui da lasciato! Laura mi tiene in stand by, sia nella parte affettiva che nella parte lavorativa”.
Passionali, vivono il loro legame così, con qualche conflitto. Marco sull’essere genitore dice: “Essere padre e marito è complicatissimo, perché non c’è un modo, una maniera, ma c’è un vivere, un’intuizione. Quindi si possono commettere tanti errori, ma è chiaro che io con loro mi diverto tantissimo: ad esempio, non lavoro quando ci sono le partite dei miei figli. Faccio certe corse per stare in famiglia, loro vengono prima anche del mio lavoro. Mi fanno vedere il mondo in modo diverso, banalmente, i miei figli mi fanno vivere in maniera piena".

Bocci è stato colpito da una grave encefalite erpedica nel 2018, un raro virus che ha colpito la parte del cervello responsabile della memoria e della parola. “Oggi ho una nuova consapevolezza, vivo di tempeste quotidiane. Ora ho un approccio diverso, non rincorro più nulla. Vivo ogni giorno pensando al ‘carpe diem’, dando importanza al presente. Soprattutto poi dopo il mio problema di salute che mi ha dato fortissimi problemi di memoria: il cervello è stato colpito, ora ho solo la memoria a breve termine. Dimentico tutto, ma ora posso vivere ogni cosa come fosse la prima volta “.

















